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Dovere di cronaca

Oggi sentiamo il bisogno di fare del buon giornalismo e darvi una notizia fresca col solo scopo di informare. Ci asteniamo da qualunque commento e incitamento alla violenza. Ci uniamo alla paura e al coro di sdegno che ha accompagnato la vicenda. Siamo impauriti di una società così incivile. Condanniamo i mandanti e invitiamo la politica a fermare questo delirio. SIAMO UMANI e  infatti non era  giusto godere come dei ricci senza condividere la gioia con voi. qualcuno HA BRUCIATO la macchina di FRANCESCO SOLE. La notizia ci viene direttamente dai social sui quali il ragazzo si è fatto strada:

“Ciao, mi chiamo Francesco Sole, e ora vi racconterò una storia, una storia un po’ diversa dal solito, che oggi non entra in un post-it:”

Vi riportiamo un estratto della confessione del ragazzo su come la sua vita non sia solo rose e messaggini in chat. Vi avvertiamo: alcuni di voi potrebbero squirtare liquidi che solo l’invidia mista a senso di giustizia può produrre.

“Ho accettato di essere il bersaglio di molte frecce avvelenate.
Ho accettato il fatto di essere chiamato “raccomandato”.
Ho accettato che chi non mi conosce dica falsità sul mio conto.
Ho accettato di sorridere e offrire da bere ai ragazzi che in coro mi gridano “coglione” o “scemo” ogni volta che vado in discoteca.
Ho accettato di leggere ogni giorno su internet “minacce di morte” o leggere chi per “divertirsi” mi augura le peggiori malattie.
Ho accettato il fatto che a mia sorella abbiano tirato le uova più volte all’uscita da scuola e che spesso venga presa in giro per “colpa” mia.
Ho accettato il fatto di sentire mia madre piangere al telefono quando riceve per posta lettere minatorie indirizzate a me.
Ho accettato di vedere sotto casa striscioni sul muro con scritto “muori”.
Ho accettato di dover fare, almeno una volta al mese, “denunce ad ignoti” per atti di vandalismo alla mia macchina.
E ho accettato che su internet facciano dei “movimenti sociali” con pagine facebook deliranti per “distruggere Francesco Sole”.
Che mi si odi, perfino.
Ho accettato che a questa brutta parte della mia vita assista anche mio Padre.”

Vabbè insomma poi le altre due pagine di sfogo sono cazzate e anche fossero rilevanti per il messaggio di condanna che il giovine voleva darci, siamo peggio de “Il Giornale” quindi le saltiamo.

E’ naturale che con i tanti piromani in giro per strada l’evento può essere stato casuale. Un mio amico di Torino mi dice che sotto casa sua i barboni fanno spesso falò di auto per attirare le prostitute e cuocere quei cosi dei film americani. Tra l’altro la bmw da 30mila euri della giovane star fa una bella fiammella mi dicono.

Una brutta pagina della Repubblica Italiana; difficile trovare un precedente dato che il trash adolescenziale è un genere piuttosto nuovo e mai un idiota di tale calibro aveva avuto tanta visibilità.

Valadrego Uci

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#JesuisCharlie


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#JesuisCharlie è l’hastag che ormai da ore gli utenti dei social network utilizzano per lasciare un ultimo messaggio alle vittime dell’attentato di questa mattina alla rivista satirica Charlie Hebdo a Parigi.
Charlie Hebdo è un settimanale satirico francese fondato negli anni ’70 che già nel novembre del 2011 fu bersaglio di un attacco, dopo l’annuncio, a nostro avviso GENIALE, di aver nominato simbolicamente il gran capo Maometto direttore del numero successivo della rivista. A questo gesto di pace da parte della redazione di Charlie, il “fan club” di Maometto ha risposto con il lancio di bombe molotov, temendo che nello scarso sistema di poste francesi ,una semplice lettera di indignazione avrebbe rischiato di andare perduta.

La sede del giornale si trova in Rue Nicolas Appert, nell’undicesimo arrondissement, poco a nord di Place des Vosges e di Bastille.
Come ogni mercoledì alle ore 10 si tiene una riunione di redazione, 2 o 3 uomini in nero (non neri di carnagione, ma vestiti di nero) sono entrati nella redazione chiedendo cortesemente con kalashnikov e lanciagranate in spalla dove fosse il caporedattore e il vignettista, che aveva sbagliato il ritratto di Abu Bakr al-Baghdadi, il loro califfo.
Purtroppo il seguito è noto; 12 morti e diversi feriti: 5 in gravi condizioni.
Tra i morti anche Georges Wolinski, uno dei più celebri disegnatori satirici francesi dell’ultimo mezzo secolo, e Charb, il direttore della rivista.

Ecco ci sono riusciti, il peggior incubo di tutti i razzisti, leghisti e Salvini si è avverato, l’ISIS si prepara ad una guerra! Ci vogliono conquistare! Il mondo Arabo è pronto!

L’Europa che fa? Ma soprattutto che fa l’Italia?

In Europa Marine Le Pen propone un referendum per reintrodurre la pena di morte.

In Italia si schierano, a difesa della patria: Maurizio Gasparri (vicepresidente del Senato), uomo di spessore del panorama italiano e un uomo di un’immensa lungimiranza politica. È un dei pochi che ancora vuole quei famosi F35; afferma: “Qui serve una guerra!”, “Meno soldi per i riscatti e più aerei a colpire le centrali del terrorismo”.
Altro uomo di statura, ovviamente politica, è il leader della Lega Nord Matteo Salvini il quale afferma che “Il nemico è in casa!”, speriamo che questo povero nemico esca presto dalla casa di Salvini incolume.

Ormai è chiaro la terza guerra mondiale si avvicina e a noi, come a Salvini e Gasparri, ritorna in mente la poesia di Brecht facendoci ghiacciare il sangue nelle vene:

“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari. E fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei. E stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare.”

Ovviamente il soggetto, implicito di questa poesia è LO STRANIERO, ebbene sì è la persona diversa, che parla in maniera diversa, che si veste in maniera diversa, che mangia in maniera diversa. Ma diversa da chi?
I 2 o 3 terroristi parlavano un francese perfetto, infatti in uno dei due video che girano su internet si sente che si parlano in questa strana dialettica. Probabilmente questi terroristi sono degli immigrati di seconda generazione, cioè persone nate in Francia da genitori immigrati, quindi francesi.

Non bisogna additare tutti quelli che sono diversi da noi, bisogna condannare con fermezza ed autorità tutti gli atti di violenza, condividiamo in quest’ottica l’articolo scritto da Igiaba Scego, una scrittrice italosomala:
“Oggi mi hanno dichiarato guerra. Decimando militarmente la redazione del giornale satirico Charlie Hebdo mi hanno dichiarato guerra. Hanno usato il nome di dio e del profeta per giustificare l’ingiustificabile. Da afroeuropea e da musulmana io non ci sto.
“#Notinmyname”, dice un famoso slogan, e oggi questo slogan lo sento mio come non mai. Sono stufa di essere associata a gente che uccide, massacra, stupra, decapita e piscia sui valori democratici in cui credo e lo fa per di più usando il nome della mia religione. Basta! Non dobbiamo più permettere (lo dico a me stessa, ai musulmani e a tutti) che usino il nome dell’islam per i loro loschi e schifosi traffici.”

Bisogna combattere contro questa ignoranza dilagante; fomentata sia dai fondamentalisti islamici, ma soprattutto dai nostri politici, dai nostri vicini di casa e dagli amici.
Ed è così che vediamo le parole di Salvini: “il nemico è in casa”, il poeta, in questo aforisma individua il nemico con la paura, la vendetta, il sentimento razzista che si annida in ognuno di noi e quando si viene a conoscenza di questi fatti oppure quando si parla con qualcuno o quando si sente parlare alcuni politici, riaffiorano. Compito di ognuno di noi ricacciare questi sentimenti indietro e combatterli con lo slogan #Notinmyname!

E adesso?

Secondo Paolo Branca, uno dei maggiori esperti del mondo islamico in Italia ci dice: “Il risultato dell’attacco sanguinario alla redazione di Charlie Hebdo? È che la Francia alla fine avrà una come Marine Le Pen come presidente”. Quindi è questo che ci aspetta nel prossimo futuro, una terza guerra mondiale, i promotori della satira e chi invece la odia. Tra chi ama ridere e chi ama piangere.

E per i vignettisti italiani?
Si autocensureranno?

Per Sergio Staino “Non succederà MAI!” “La nostra molla sono la ricerca della verità, lo sberleffo dei fondamentalisti, il dubbio, l’antidogmatismo. Questi omicidi accresceranno la nostra voglia di contrastare l’oscurantismo”.
Bene allora possiamo dormire sogni tranquilli, i nostri super vignettisti non si fermeranno MAI!

Però l’invito che noi tutti vogliamo lanciare è che durante questo momento terribile, dopo la strage al giornale satirico espressione di cultura libertaria, bisogna fare attenzione a fomentare prese di posizione islomofobe e fascio-nazionaliste, perché si rischia di fare tutta un erba un fascio ed iniziare a coltivare un odio verso una determinata etnia(o razza per chi vuole) di persone.

Vi vogliamo lasciare con un ultima battuta del grande Pierre Despronges

“On peut rire de tout, mais pas avec tout le monde”

V.

Esprimiamoci con libertà di espressione.

Per garantire la libertà d’espressione ora ci vorranno: le ronde dei giovani leghisti in Riva, licenziare i vigili urbani di Roma, Obama contraddistinto dalla sua vitalità sotto elezioni, un folto afflusso di gente a vedere i film di merda della Sony censurati da Kim jonYgun, Maurizio Gasparri a fare la guerra.

Finalmente un passo in più verso la Francia nazista; non dubito che nella prossima guerra  sapremo allearci bene.

Per fortuna i cristiani ferventi sono quella parte di popolazione prossima alla morte per invecchiamento e dunque non ci sono abbastanza volontari idonei per una  crociata. Solo Salvini che ha già eliminato 160 obiettivi col suo fucile precisione. Storie di pazzi che credono di fare il Bene.

I musulmani moderati condannano l’avvenuto.  Le musulmane annuiscono. O Forse no, tra una soap opera turca e l’altra una azzarda un “ se lo meritano gli occidentali”; Niente pietra in testa. Non lo sapremo mai.

AAA la redazione si scusa con tutte le famiglie progressiste e liberali musulmane in Italia. Lo scrittore vive chiuso in camera non esplora il mondo e non conosce i modi di esprimersi delle varie culture nel nostro Paese. A parte le tradizioni napoletane di lasciare le spiagge libere uno schifo a fine giornata. Che se ci pensi anche quella è libertà di espressione.

Che il coraggio di fare satira e andare contro non manchi mai.

Valadrego Uci

Il controsenso

Solo un breve video in cui i nostri amici ci hanno prestato la faccia per rispondere ad Angelo Ciocca, un tale della Lega Nord che nel suo video di campagna elettorale ha utilizzato immigrati per recitare un invito ad altri extracomunitari a non venire in Italia, supportato dal quadro di crisi che vive il nostro Paese. Dato che non penso che lo scopo reale fosse quello di rivolgersi ai tanti con una gamba già nel gommone per convincerli amichevolmente a non venire da noi, quanto di mostrare la propria creatività e dare buon esempio nello sfruttare  e usare gli immigrati delle nostre parti per dare continuità e concretezza ai tanti buoni propositi razzisti del suo partito; ci siamo permessi di invitare i fuggitivi dalla miseria e dalle guerre a non venire qui, perchè in effetti oltre alla grave situazione sociale ed economica, siamo molto propensi ad affrontare il problema continuando ad affidarci alle stesse persone e grida sconnesse che ci hanno portato a questo punto. Del tipo sì abbiamo messo in ginocchio lo stato rubando il tangentificabile, ma ora noi vi offriamo anche la soluzione: uscire dall’euro. Oppure ci siamo occupati da vent’ anni di indebolire la giustizia ma noi vi proteggeremo dagli immigrati criminali. Più della paura dei tanti casi di cronaca riportati dal tg che coinvolgono stranieri, temo che non siamo un numero abbastanza grande di italiani a riconoscere il controsenso.

Valadrego Uci

Genny “la carogna”

Le braccia divaricate e tese come a spiccare il volo, piume d’inchiostro sottopelle, sguardo senza perdono.

Questo era Genny  “la carogna” mentre la finale di coppa Italia era in ostaggio e la telecamera indugiava su istituzioni varie e su Matteo Renzi, con le sua tipica faccia interrogativa come a fingere di ascoltare attentamente i suoi interlocutori,  mentre pensa a qualche bella frase per raggirarti. Peccato che non ci fossero microfoni, ma solo immagini e luci puntate sul ras della curva napoletana.

Ho aspettato oggi a commentare perché condivido l’idea che sul momento fosse opportuno andarci con prudenza, far giocare la partita senza innescare altri pericoli; però adesso  Genny  è tranquillamente in piazza, investito del titolo di eroe delle curve e ambasciatore degli ultras, ruolo che sembra aver preso sul serio visto che nell’ultima intervista getta acqua sul fuoco, sminuisce e nega  la “trattativa” e persino il messaggio impresso sulla maglietta sulla liberazione di Speziale.

Giornalisti e commentatori tanto si spingono lontano in congetture e soluzioni alla violenza negli stadi fintanto che qualcuno, per caso, ricollega per bene il fenomeno alla criminalità che pervade il nostro bel Paese.  E qui è bene incrociare le braccia, tirare fuori un po’ di perbenismo,di garantismo  e cambiare discorso perché per quanto si possa dare la colpa agli ultras dei singoli episodi e allo stato di non saper agire, quei 92 milioni di voti che in questo ventennio hanno contribuito a creare uno stato a misura di delinquenza coinvolgono un po’ troppi spettatori.

Solo i famosi  80 euro al mese costano la serenità e la promessa che tutto resterà come prima.

Valadrego Uci